Se lo vuole la Città – La Postilla n. 208

Se lo vuole la Città - La Postilla n. 208

Se lo vuole la Città – La Postilla n. 208 

“La Postilla” n. 208 di Enrico Longo, editoriale di mercoledì 23 dicembre 2015 dal titolo “Se lo vuole la Città” – Podcast audio a cura di Mauro Longo

LA Postilla n. 208

Se lo vuole la Città

E come in sogno mi son trovato immerso nella città a lungo pensata: il luogo dell’arte, della storia, della cultura.

La città capace di mostrarsi nella sua veste più acconcia, nella geometrica solennità di un centro storico restituito a nuova vita, con i palazzi e i monumenti che finalmente si mostrano in tutta la loro bellezza.

Dalla strada mi fermo a guardare il frantoio e un fremito mi coglie, di orgoglio e di rabbia insieme, sentimenti che solo chi ha seguito le “postille” degli ultimi anni può comprendere. Per lungo tempo abbandonato nel più colpevole oblio, vile deposito di materiali e cartacce, oggi è uno dei luoghi più degni di rappresentare il lavoro, l’arte e la creatività dei galatei. Di ieri e di oggi.

I lavori leonardeschi, per anni pellegrini senza fissa dimora, vi trovano la sede più degna, a comporre uno dei siti ormai più interessanti e noti dell’intero Salento. I tantissimi visitatori ne restano regolarmente incantati, e personaggi dal fine palato, come Vittorio Sgarbi, Mario Giordano, Osvaldo Bevilacqua, gli attori e gli stilisti di “Notte Glamour”, non hanno alcuna remora nel manifestare ammirazione e stupore per una realtà di straordinaria bellezza. Chi non potesse trovare occasione per poterlo ammirare da vicino, può oggi farsene un’idea rivedendo la puntata di “Sereno Variabile” che lo ha ripreso da ogni angolazione.

Piazza SS. Crocifisso mi si presenta nella solita bellezza, con i due manufatti che si specchiano tra loro e la Torre, nel mezzo, che pare volerli gelosamente proteggere ospitando la storica Pro loco cittadina.

Ma non sono gli edifici, per quanto nobili e illustri, questa sera, gli attori protagonisti; essi si offrono semplicemente come sfondo, cornice, coreografia.

La sfilata in costume, al suono delle fanfare, annuncia la festa che sta per iniziare. Il corteo si ferma dinanzi al palco della piazza principale dove, tra le musiche del maestro Gira, scorrono le immagini, sullo sfondo.

Il saluto del sindaco, dell’assessore alla cultura e infine del coordinatore, il m°Antonaci.  “Quaranta associazioni si sono offerte di partecipare” – dichiara – e anche qui un sussulto mi viene spontaneo, al ricordo di quando associarsi sembrava quasi ordire un complotto.

All’annuncio del titolo, “Galatone in corte”, si comprende subito chiaramente chi sono i protagonisti della serata. Sono le persone, l’enorme folla di gente che occupa ogni angolo delle strade e delle piazze, le associazioni, le scuole, gli artisti, gli espositori. E’ la città nel suo insieme che finalmente si ritrova, unita e solidale, nell’ammirare quanto si va dipanando intorno, che vede protagonisti bambini e adulti, alleati nell’impegno comune.

Nella fantasmagoria di luci e suoni non si sa dove volgere lo sguardo. Canti, danze, drammatizzazioni e mostre degli alunni delle scuole cittadine, la “Luce della pace di Betlemme” portata in piazza e custodita dalla Comunità Scout del gruppo Masci, mostre di artisti, momenti di poesia e letteratura, presentazione di libri. Appena fuori porta, le ricche e accattivanti bancarelle dei mercatini.

I bambini guardano affascinati l’altissimo personaggio sui trampoli che si lascia fotografare. E’ anche per loro la festa; soprattutto per loro.

Una città diversa appare, ancora una volta, la nostra Galatone, dove non è colpa grave l’associarsi e dove l’estro e la creatività dei singoli non sono più guardati con sospetto. Una città dove si vanno rompendo, una dopo l’altra, le barriere dell’individualismo, mentre, ogni giorno di più, si scopre il gusto di collaborare, di costruire, di darsi comuni obiettivi.

Come mai tutto questo? A chi se ne deve il merito?

Difficile rispondere, anche se subito verrebbe da pensare al cambiamento, che appare netto, nei rapporti tra amministrazione cittadina e gruppi sociali.

Dove ieri c’erano indifferenza e chiusure reciproche, oggi si registrano aperture e comprensione, e in non poche occasioni significative collaborazioni e sinergie operative.

Può tanto certamente la politica nelle cose di questo mondo e imprescindibile risulta l’impegno degli amministratori, che si vuole onesto e illuminato, per far fronte alle esigenze e ai problemi della comunità. Spesso però tutto ciò non basta e una virtù aggiuntiva si impone, specialmente nei periodi particolarmente difficili. E’ il momento allora di guardare oltre, di cercare alleati, di scoprire quanto possa risultare importante il coinvolgimento della cittadinanza.

Ed è quello che sempre più chiaramente si rileva guardando con la necessaria obiettività agli avvenimenti di questi ultimi mesi, durante i quali, pur tra qualche sbandamento e oscillazione, da parte della Giunta si è cercato di tessere un legame sempre più fitto con l’associazionismo cittadino nel programmare eventi o nell’imbastire progetti anche di un certo spessore. Sindaco e assessori hanno incoraggiato costantemente la partecipazione, dando ruolo e spazio operativo ai gruppi e ai singoli.

Tutti protagonisti e liberi di dare sfogo all’estro e alla creatività, di sentirsi parte, di condividere un sentimento di appartenenza che è solidarietà e voglia di fare insieme, di mettersi al servizio, di dare il proprio personale contributo alla buona riuscita del comune progetto. Che è fondamentalmente volto al recupero della propria cultura antropologica, delle radici che tutti ci rendono uniti, al di là delle personalissime idee e dei particolari convincimenti.

Ecco spiegati, dunque, la generale risposta della socialità, la grande partecipazione di pubblico, il dilagante entusiasmo, la magica atmosfera che si respirava nel corso dell’intera serata. Si godeva di uno spettacolo inconsueto e si avvertiva uno strano senso di solidarietà diffusa.

 E’ questo, probabilmente, il più significativo merito dei nostri amministratori: l’aver compreso per tempo che è cosa incauta e sbagliata pretendere di poter fare da soli. Hanno saputo guardare al di fuori del palazzo, puntare sulla socialità, invocare la collaborazione delle associazioni, valorizzare il genio dei singoli: la via che ho sempre ritenuto la più indicata nel percorso virtuoso che si vuole seguire.

“Sortirne insieme è la politica”, era il motto di un grande fiorentino, che non giustificava nel mondo degli uomini egoismi, antagonismi e chiusure reciproche, destinati soltanto a creare lacerazioni, ingiustizie e immobilismo sociale.

Non possono esistere maggioranze e opposizioni dinanzi al superiore interesse della città, che deve invece rappresentare ragione sufficiente per trovare significativi punti di convergenza pur nelle legittime differenziazioni ideologiche e programmatiche. Le divisioni preconcette e la demolizione sistematica dell’avversario non sono utili alla gente e aggravano anziché risolvere i problemi.

Tutto è invece possibile nel confronto aperto e nella condivisione.

E’ questo il monito che va tenuto costantemente presente soprattutto se si coltivano progetti ambiziosi.

 Se lo vuole la Città tutto diventa più facile e gli ostacoli, immancabili in ogni percorso, finiscono magicamente per appianarsi.

Enrico Longo

Lettera all’Assessore Prof.ssa Campa Annamaria e ai cittadini di Galatone

Sebastiano Zenobini - Foto di Vanessa Chirivì

Sebastiano Zenobini – Foto di Vanessa Chirivì 

Lettera all’Assessore Prof.ssa Campa Annamaria e ai cittadini di Galatone.

     Ringraziando “La Postilla” per l’opportunità offertami, mi sembra doveroso rispondere alle affermazioni dell’assessore prof.ssa Campa in merito alla mia dell’8 Dicembre e nello stesso tempo informare i cittadini, che continuano ad essere all’oscuro riguardo allo stato di fatto circa gli interventi (non) assunti dall’Amministrazione a favore della loro salute.

   In merito a ciò, due sono le questioni che ho posto, e ripropongo, all’attenzione dell’Amministrazione e dei cittadini tutti : TRASPARENZA e COERENZA.

   Pur condividendo quanto scrive l’assessore che “ la salute, in quanto pubblica, coinvolge tutti”, non posso non aggiungere che chi riveste un ruolo istituzionale è maggiormente  coinvolto perché, rispetto al semplice cittadino,  ha maggiori responsabilità in tal senso; in particolare il Primo Cittadino, il quale è il responsabile principale della salute di tutti i cittadini.

   Ciò premesso, sostenere che la storia della centrale a biogas, la discarica di amianto, la questione delle ecoballe (tutto ciò accaduto durante il governo Nisi), la xylella degli ulivi, l’incremento di tumori nel territorio hanno stimolato la sensibilità dei cittadini nei confronti del proprio territorio e li hanno resi consapevoli di come dall’inquinamento dello stesso dipenda la propria salute, credo sia affermazione da condividere.

   Una riprova ne è stata l’adesione alla campagna per la raccolta dei copertoni abbandonati promossa dal  Comitato per la salvaguardia della salute, dell’ambiente e del territorio.

    A fronte di tutto ciò e di tale sensibilità, presupposto imprescindibile per un recupero del territorio il cui livello di degrado è impressionante (vedere tutte le discariche abusive presenti nel territorio), non solo, a mio avviso, non corrisponde un’azione incisiva da parte dell’Amministrazione tale da sostenere e soprattutto favorire una coscienza ambientale ancora più ampia nei cittadini, ma la stessa Amministrazione, su tali questioni,  non ha voluto e non vuole favorire il dialogo e si guarda bene dal mettere al corrente i cittadini, gettando così  ombre lunghe e fitte  sul proprio operato.

L’assessore prof.ssa Campa scrive a caratteri cubitali “che non esiste alcuna omertà e non c’è niente da nascondere”; peccato però che i fatti la smentiscano e sono i fatti ad indurmi a reclamare TRASPARENZA.

  • Perché il Sindaco concede l’ampliamento della discarica di amianto alla ditta R.E.I. senza informare il Consiglio Comunale e nemmeno i consiglieri di maggioranza?
  • Perché, nonostante le proteste dei cittadini riguardanti la centrale a biogas e la discarica di amianto, il Sindaco accetta il trasferimento (un affare di circa 4 milioni di euro) delle ecoballe da Cavallino alla discarica di Castellino (sempre della ditta R.E.I.)?
  • Perché il Sindaco, prima della storia del nichel, non ha mai chiesto i dati dei monitoraggi dell’acqua dei pozzi annualmente eseguiti dall’ARPA ?
  • Perché tali dati, ora in possesso dell’Amministrazione, non vengono pubblicati sul sito del Comune?
  • Perché non viene pubblicata la relazione riguardante il monitoraggio ambientale presentata annualmente dalla ditta R.E.I. ?
  • Perché, nonostante la richiesta del 19 Ottobre 2015, non vengono concessi al Circolo “Primo Maggio” i dati della suddetta relazione relativa agli anni dal 2013 al 2015?

Per completezza e correttezza di informazione, faccio presente ai cittadini che, secondo quanto scrive l’assessore prof.ssa Campa,” la decisione di effettuare ulteriori analisi sui pozzi insistenti il territorio di Galatone” è stata avanzata dal consigliere Franco Miceli, non fidandosi delle analisi eseguite dalla ditta R.E.I. e dall’ARPA.

   Riguardo alla COERENZA dell’Amministrazione, mi limito a riportare dati oggettivi  e lascio ai cittadini il compito di giudicare.

  • Il Sindaco prima esprime parere favorevole all’ampliamento della discarica presentato dalla ditta R.E.I. e poi invia esposto alla Procura di Lecce contro il medesimo progetto;
  • L’Amministrazione dichiara il proprio impegno per la sicurezza e la salute dei cittadini, salvo poi al momento di destinare i fondi ad iniziative per la salvaguardia dell’ambiente e del territorio dall’inquinamento di decidere quanto segue:
  • Bilancio 2013 fondi previsti     € 13000
  • Bilancio 2014 fondi previsti     € 13000
  • Bilancio 2015 fondi previsti     €   9000
  • Variazione Bilancio 2015 fondi previsti     € 5500

Nel giro di due anni è stato operato un taglio di circa il 60%.

Solo un breve commento per concludere.

Non credo che in tutto ciò si possa ravvisare un attacco nei confronti delle persone in quanto tali; viceversa, come amministratori, dalla loro attività emerge il pressappochismo con cui sono affrontate questioni importanti, con decisioni dettate dalla contingenza in assenza di un piano organico di intervento. Lo dimostra il fatto che nessuna alternativa è stata prevista al mancato conferimento in discarica, da parte dei cittadini, dell’amianto presente nel territorio; la disattenzione verso il mondo della scuola, con la mancata proposta di validi progetti, costanti nel tempo, per affiancare e rendere più incisiva l’azione dei docenti tesa a formare  nuove generazioni con una solida coscienza ambientale.

Tra  tutti è sicuramente questo il limite più grave del governi Nisi, non fosse altro perché riguarda il futuro del nostro paese.

 Galatone, 22/12/2015

                      Prof. Sebastiano Zenobini

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“Leggo quanto scritto dal sig. Zenobini e mi rendo conto di quanto sia diffusa la pessima abitudine di distorcere verità già palesate per cercare di inficiare il lavoro e soprattutto le intenzioni degli avversari politici. NON ESISTE NESSUNA OMERTA’ E NON C’E’ NIENTE DA NASCONDERE.
Forse non tutti riusciamo a comprenderci nella lingua italiana, ma nel comunicato stampa sottoscritto da me e dal Sindaco si legge, presumo chiaramente, che il Comune di Galatone, pur non essendo stato invitato, ha fatto espressa richiesta alla provincia per presenziare al tavolo di lavoro in cui si è discusso circa la problematica della concentrazione di nichel nei pozzi della discarica di Castellino.
Vorrei informare il sig. Zenobini e quanti leggono che l’ARPA esegue OGNI ANNO il monitoraggio dell’acqua di pozzi scelti da esperti del settore e non dal Sindaco di turno; pozzi scelti in base alla posizione geografica e alla direzione della falda perché il monitoraggio abbia valore scientifico.
Tali monitoraggi sono eseguiti da ARPA per conto della Provincia e non del Comune, per cui non ci sono dati pervenuti e non resi pubblici; ci sono dati comunicati alla Provincia e da noi prontamente richiesti ed ottenuti per opportuna conoscenza.Sottolineo inoltre che tali procedure e competenze sono definite dal D. lgs 152/2006, che è il Testo Unico dell’Ambiente a cui tutti dobbiamo attenerci e che forse sfugge alle conoscenze approfondite del sig. Zenobini.
Quindi è un impegno volontario quello del Sindaco e dell’Amministrazione Comunale di chiedere che i controlli vengano estesi sui pozzi insistenti il territorio di Galatone, per la sicurezza di tutti i nostri cittadini.
Del resto un’aumento della concentrazione di nichel di 5 μg/l (1μg= 1 milionesimo di grammo) è un lieve superamento del livello di soglia consentito (20 μg/l), che va monitorato e compreso per intervenire in maniera efficace ed eliminare la fonte di inquinamento ma non certo si tratta di concentrazione tale da determinare l’epilogo tragico dello sterminio di tutti i cittadini come paventato dal sig. Zenobini (e poi ditemi se questo non è terrorismo psicologico!!!).
Inoltre, poiché non è possibile stabilire cause ed effetti se non con un monitoraggio continuo, mi chiedo come sia possibile pretendere risposte dal Sindaco se ancora i dati dei monitoraggi di Ottobre 2015 non sono noti e nemmeno gli esperti si sono ad oggi espressi in maniera definitiva e provata circa le cause e le responsabilità di tale concentrazione.
Si rimane ancora più allibiti da tutto ciò se si pensa che lo stesso Zenobini ha partecipato alla commissione controllo in cui è stata ulteriormente spiegata la situazione e sono stati da me stessa portati i risultati dei monitoraggi effettuati dall’ARPA negli ultimi dieci anni, ricevuti dopo opportuna richiesta.
E il sig. Zenobini si chiede anche cosa abbiamo intenzione di fare dopo che nella stessa riunione si è deciso di effettuare ulteriori analisi sui pozzi insistenti il territorio di Galatone ed io stessa mi son presa l’onere di contattare per questo l’Università del Salento che ha già dato la disponibilità ad effettuare le analisi e siamo in attesa del preventivo delle stesse……..ma forse in quel momento il sig. Zenobini si era distratto!
Concludo dicendo che possiamo anche essere avversari politici, ma per quella che è la mia e la nostra morale, non saremo mai avversari di nessuno sul piano umano perché prima di essere amministratori siamo cittadini come tutti gli altri e come abbiamo già scritto “la salute, in quanto pubblica, coinvolge tutti”!”

Annamaria Campa

(replica dell’Assessore Annamaria Campa all’articolo “La coerenza prima di tutto!” pubblicato su “La Postilla” l’8 dicembre 2015)

Don Salvatore: Il SS. Crocifisso sia elevato a Basilica minore

Galatone (Le) – 21 dicembre 2015 – Don Salvatore Martalò, intervistato da Enrico Longo, esterna la sua grande speranza: Il santuario del SS.Crocifisso della pietà sia elevato a Basilica Minore – Video di Mauro Longo

Lo va ripetendo da mesi, in ogni omelia della prima messa domenicale.
Il SS. Crocifisso è particolarmente caro ai fedeli di Galatone e dell’intero Salento ed è meta di un pellegrinaggio continuo nel corso dell’anno, con punte di eccezionale intensità nei giorni della festa.
Il bel Santuario sia elevato a Basilica minore: per gli eventi straordinari che si sono verificati nel tempo, per la sua bellezza, per la devozione della gente.
E’ il sogno, la segreta speranza di un sacerdote tanto amato, anche lui, per la fede profonda, fatta di opere concrete e di costante presenza accanto a chi soffre e a chi vive tra le difficoltà e l’indigenza. Di un sacerdote che è parte della città di Galatone, alla quale è profondamente legato.
Da qualche tempo la speranza di don Salvatore è anche la mia, sono certo che alberghi già nel cuore di tanti e che presto non mancherà di diffondersi presso tutti i fedeli.

E allora si deve fare qualcosa, muovere i primi passi: un comitato, il coinvolgimento generale, la raccolta di firme, i contatti con le autorità religiose.

Non è facile il percorso e molto problematico risulterà raggiungere il traguardo. Ma dobbiamo provarci, non possiamo rinunciare a inseguire il sogno.

Enrico Longo

La Postilla si dichiara pienamente coinvolta per tutto quanto risulti necessario e utile.

Galatone in Corte 2015

Galatone (Le) – 20 dicembre 2015 – Centro Storico – “Galatone in Corte. Percorsi ed atmosfere natalizie” – Nel video alcuni momenti della serata e gli interventi di Livio Nisi (Sindaco di Galatone), Sondra Dall’Oco (Assessore alla Cultura), Chiara Miglietta (Ufficio Stampa Comune di Galatone) e Daniele Dell’Angelo Custode (artista) – Video di Mauro Longo

Scorci di Galatone In Corte - foto di Giancarlo Nisi

“Scorci di Galatone In Corte” – foto di Giancarlo Nisi 

“Scorci di Galatone In Corte” album fotografico a cura di Giancarlo Nisi e Vanessa Chirivì:

https://www.facebook.com/media/set/?set=a.879052828869178.1073741988.557386517702479&type=3

La “Luce della Pace” da Betlemme a Galatone

Galatone (Le) – 20 dicembre 2015 – la Comunità Scout Adulti di Galatone annuncia l’arrivo della Luce della Pace da Betlemme a Galatone – In processione dalla Chiesa dei Cappuccini, attraverso Piazza San Sebastiano e il borgo antico fino a raggiungere piazzetta Chiesa – Video di Mauro Longo

LA LUCE DELLA PACE, segno di speranza, fratellanza, amicizia, solidarietà con chi soffre, condivisione di valori umani.

Nella Chiesa della Natività a Betlemme vi è una lampada ad olio che arde perennemente da moltissimi secoli, alimentata dall’olio donato a turno da tutte le Nazioni cristiane della Terra. Nel 1986, poco prima di Natale, un bambino austriaco proprio da quella lampada accende una luce per poi portarla a Linz, in Austria. Da Linz con la collaborazione delle Ferrovie Austriache, la Luce è distribuita in tutto il territorio federale. Da allora gli Scout viennesi hanno deciso di collaborare alla distribuzione della Luce della Pace, mettendo così in pratica uno dei punti chiave dello scoutismo, l’amore per il prossimo espresso nella “Buona Azione” quotidiana. Di anno in anno è cresciuta la partecipazione e l’entusiasmo per la consegna della “Luce della Pace” tramite i Gruppi Scout. Sempre più numerosi sono gli scout che vi prendono parte. La Luce della Pace arriva in Italia già nel 1986, ad opera degli Scout sud-tirolese di madre lingua tedesca. Ma è a partire dal 1994 che un gruppo di scout accende un lume dalla Luce della Pace a Vienna per poi portarla con un furgone fino a Trieste. E da Trieste, poi, in tutta Italia.

LA MOSCA E L’APE

LA MOSCA E L’APE favola di Don Antonio Resta

“LA MOSCA E L’APE” favola di Don Antonio Resta 

LA MOSCA E L’APE

I discorsi che facevano gi animali terrestri non è che si differenziassero molto da quelli degli animali che volavano; l’unica distinzione era quella del luogo, costringendo chi li doveva annotare a prenderli, logicamente…al volo.

Fu il caso di una mosca e di un’ape che, incontrandosi, a volo ovviamente, avviarono una conversazione, adatta alla loro condizione di insetti volanti. Fu uno sfogo, di fatto, con sottolineature di quei problemi che accompagnano qualsiasi stato di vita.

Iniziò la mosca, rilevando come la sua vita era un continuo volo, senza una dimora. Vagava per ogni dove, a differenza dell’ape che aveva il suo alveare, una dimora ben precisa, dove era sicura di trovare le altre compagne che lavorano come lei.

L’ape stava a sentire, seguendo il discorso della mosca, approvando con un battito più veloce delle ali quanto l’amica casuale le veniva comunicando.

– Vedo, disse, che il tuo discorso è improntato a un certo pessimismo: se questo è l’inizio, già posso immaginare come sarà la fine!

– Brava! Mi accorgo che sei veramente perspicace, ebbe a dire la mosca, perché le cose stanno proprio così e te ne illustro i motivi.

Anzitutto mi si fa una guerra spietata: mi si vuole distruggere: hanno inventato addirittura, dei preparati chimici micidiali che mi annientano in un attimo: altro che camere a gas del regime nazista!

– Va bene, disse l’ape, ma per esserti così nemici qualche motivo ci sarà: non è che lo facciano così, cervelloticamente, per il gusto di ammazzare: c’è un detto popolare che dice: quello non farebbe male neppure a una mosca: non vi ci trovi una certa ritrosia nel doverlo fare anche a te?

Fai un po’ un esame del tuo comportamento e vedrai che non potrai non riconoscere una certa giustificazione a quanto ti fanno.

– Beh! sì, onestamente, ammise la mosca, qualche cosa a desiderare la lascio, ma purtroppo sono costretta dalle circostanze. Per esempio, per via della mia mancata dimora, sono costretta a saltare di qua e di là. Se aggiungi a questo la necessità di dover mangiare, allora c’è più di un motivo non dico per essere giustificata, ma almeno per essere compresa!

– Ma, disse l’ape, sii sincera e completa la tua esposizione. Sento dire che passi disinvoltamente, appoggiandoti, dallo sterco al pane, dal sudicio al pulito, al dolce e via elencando.

Ti pare che una cosa del genere possa essere accettata, ignorando le conseguenze delle malattie che ne possono derivare?

Senza contare quella che è una delle tue prerogative più irritanti. Sei noiosa, tanto è vero che sei portata ad esempio, poco invidiabile in verità, di questo modo di fare, lasciamelo dire, addirittura odioso: non lo hai sentito mai dire: sei noiosa come una mosca?

Se no, io dico, ti hanno scacciato una volta, basta! No! a ritornarci ostinatamente, noiosamente appunto! E poi ti lamenti.

Ma se lo vuoi proprio!

– Ah! ma io, disse la mosca, non me la faccio passare: anche io ho le mie vendette e me le prendo: non è che subisca tutto supinamente: ho una dignità…moscata anche io!

Ne vuoi sapere qualcuna? Dicevo all’inizio che vado e mi poso dappertutto, purché trovi da mangiare. Lo stesso avviene quando debbo fare i miei bisogni che, peraltro sono proporzionati a quanto mangio, quindi ridottissimi, appena un punto, non più grandi di quello di interpunzione.

Il bello sta proprio qui che qualche volta viene interpretato proprio come tale. Chi ci rimette, a scuola, è il povero alunno, con un giudizio scarso sull’uso improprio di questo segno.

La cosa diventa più grave in altri casi.

Anche uno che non è specialista sa che in musica un punto aggiunto a una nota ne prolunga il valore e la durata.

Pensate un po’ a un compositore che ha completato la sua partitura, magari lasciando sbadatamente il suo scritto su un tavolo: basterebbe che una mosca, così di passaggio, depositasse quanto ha digerito che tutta la composizione ne sarebbe stravolta, non solo tecnicamente.

Peggio ancora se un direttore d’orchestra se la trovasse sulla partitura che ha davanti o un orchestrale sul suo spartito, non c’è bisogno di tanta inventiva per immaginare il disastro contro cui si andrebbe incontro.

Questo, in musica.

Il disastro non è meno catastrofico nel parlare e, quindi, nello scrivere. Non per nulla la Sibilla, quella che veniva interpellata per ricevere una risposta sul futuro, si serviva di questo mezzo che, a seconda della sua collocazione, dava un significato differente alla frase (donde, l’aggettivo “sibillino”).

Vuoi un esempio? Ti potrai rendere conto come un mio atto, così materiale, possa assurgere a un ruolo così determinante.

Domanda alla Sibilla: ritornerò vivo dalla guerra?

Risposta: andrai ritornerai (.) non (.) morirai in guerra: come vedi a secondo di come si colloca il punto, la frase cambia completamente il suo significato.

Un’altra espressione ancora più chiara: la porta sia aperta. non si chiuda a qualsiasi persona onesta: sposta quel punto dopo il “non” e vedrai che significato scappa fuori: la porta sia aperta a tutti. non alla persona onesta.

– Senti, cominciò a dire l’ape. Dopo tutto quello che ho ascoltato, mi spiego come le persone cerchino di tenerti lontana.

 Mi sforzo di capirti anche se i nostri stili di vita sono totalmente differenti.

Anzitutto, e la prendo un pochino alla lontana, sono orgogliosa di appartenere a questa mia categoria di insetti, per tante benemerenze, tra le altre, quella di aver prevenuto quanto, soprattutto in campo umano, si è salutata come una svolta epocale. Mi riferisco a quella delle conquiste femministe con cui le donne sono diventate protagoniste nella conduzione e nel contributo allo sviluppo della società.

 Per noi, questo problema non è mai esistito, forse addirittura il contrario. Chi è nostro sovrano assoluto non è il maschio, ma la femmina, la figura dell’ape regina, ma regina davvero, sai…come sanno essere le donne quando rivestono una carica di grande responsabilità.

Ci tenevo a dirlo questo perché abbiate a guardarci con maggior simpatia e non solo per quanto di dolce produciamo.

E poi, anche a costo di procurarti qualche delusione sento il dovere di aggiungere che, realisticamente, non mi sento di poterti dare nessun consiglio: la tua natura è quella e non la puoi e, tanto meno, posso cambiartela io.

Pensa un po’, non è poco, mentre tu ti posi su tutto e non ci vuole tanto per indovinare anche i luoghi e i cibi che a noi fanno venire il voltastomaco, io, invece, chiamami fortunata, non ho altro luogo o cibo al di fuori delle corolle dei fiori. Ne suggo l’aroma e, anche se esternamente non si vede, ne mangio i colori.

Proprio, ma solo per questo, un suggerimento semplice sento di potertelo dare. Invece di posarti su ogni elemento e poi restituirlo in quel modo che abbiamo descritto, posati sul mio: so che ne sei ghiottissima e ogni occasione è buona per cibartene. Ti potrai posare, così, su qualsiasi foglio, anche su una partitura musicale, senza lasciare traccia, ma con la certezza che quella melodia non ne soffrirà, anzi continuerà a diffondere un’armonia che sa di pace e di serenità, comunque di dolcezza…

 Chi non ne sa l’origine attribuirà il merito tutto a te: te lo lascio con una gioia immensa perché vedo attuato il motto-programma che solo un poeta come Virgilio poteva enunciare con una formula sintetica, ma quanto mai espressiva: vos, non vobis: lavorate, ma non per voi…

Che gioia, cara amica mosca! Arrivederci e buon lavoro…Con l’augurio che possa mangiarne tanto del mio prodotto: diventerai meno noiosa. Ti allontaneremo sempre, ma sapendo che ci priviamo di un motivo musicale che ci solleva.

Pensavo: chi lo sa se il dolce “moscato” non è nato proprio dalla mosca, dalla sua natura in seguito degenerata?

Aggiungo: nel caso, proprio nessuna speranza di recupero?

  

Don Antonio Resta

E’ NATA LA DELEGAZIONE NERETINA DELL’AICC

E' NATA LA DELEGAZIONE NERETINA DELL'AICC

E’ NATA LA DELEGAZIONE NERETINA DELL’AICC

E’ NATA LA DELEGAZIONE NERETINA DELL’AICC

Martedì 15 dicembre, un gruppo di estimatori degli studi classici, in qualità di soci costituenti, ha fondato la delegazione Neretina dell’AICC.
L’Associazione Italiana di Cultura Classica è una libera associazione di docenti dell’Università e della Scuola, di studenti e di semplici cittadini che credono fermamente nella perennità dei valori della Cultura Classica, fondamento della moderna Cultura Europea, e si adoperano, ciascuno per le proprie possibilità, per la loro salvaguardia e la loro diffusione.
Fondata nel 1897 a Firenze, l’Associazione è una delle centinaia di Società diffuse in ottanta Paesi del mondo, che perseguono le stesse finalità e sono raggruppate nella Fédération Internationale d’Etudes Classiques, organismo internazionale che è sotto l’egida dell’UNESCO.
Presidente della delegazione è stato eletto il prof. Alfredo Sanasi, studioso noto e molto stimato, docente emerito del Liceo Classico di Nardò.
La stessa è stata intitolata alla prof.ssa Maria Dell’Atti De Metrio, per l’impegno profuso nella vita e nella carriera professionale nella formazione di intere generazioni di giovani classicisti.
Oltre al presidente soci fondatori sono: Alessandra Manieri, Alberta Barone, Beatrice Montenegro, Sabrina Vissicchio, Maria Mariggiò, Maria Pia Carlucci, Anna Rita Longo, Carmen Tarantino, Agata De Martinis, Arianna Parisi, Maria Pia Borgia, Gianna Lepera e Franco Losavio.
Tutti coloro che condividono le finalità e desiderano associarsi possono scrivere all’indirizzo mail:  aicc.nardo@libero.it