29° STRARADEO

Aradeo (Le) – 1 agosto 2021 – Piazza San Nicola – 29^ STRARADEO – Quarta Tappa del “Salento Tour” 2021 FIDAL Comitato provinciale di Lecce e Prima Tappa del ” 13° GRAN PRIX LE STRADE DEL SALENTO” organizzato dal CSI “Terra D’Otranto” – Video di Mauro Longo

SALENTO RED PASSION

Galatone (Le) – 31 luglio 2021 – Piazza Ss. Crocifisso – La “Scuderia Ferrari Club Galatone”, con la partecipazione del “DRC Ducati Rider Club Lecce”, ha organizzato “SALENTO RED PASSION” – Ospite d’onore Cesare Fiorio (Ex direttore Sportivo Scuderia Ferrari F1) – Interventi di Roberto Mauro (Presidente “Scuderia Ferrari Club Galatone”) e Cesare Fiorio – Video di Mauro Longo

MAMAM mostra d’arte contemporanea di Giovanni Felle

Galatone (Le) – 30 luglio 2021 – Frantoio semi – ipogeo e il giardino adiacente al Palazzo Marchesale – MAMAM mostra d’arte contemporanea di Giovanni Felle a cura di Laura Lerario – Interventi di Laura Lerario (docente/curatrice della mostra), Giovanni Felle (artista/docente) e Marialucia Musca (artista) – Video di Mauro Longo

Il percorso espositivo accoglie opere pittoriche, installazioni e una performance, che hanno come tema principale la figura materna: “un’indagine profonda che parte dalle proprie origini, dal proprio idioma, e attraversa il cammino di una donna che rappresenta il cardine dell’esistenza dell’artista”. Il titolo della mostra, infatti, deriva dal vernacolo proveniente dal paese d’origine di Giovanni, Villa Castelli (BR), e si traduce in “Mia mamma”. Il tema del sacro riaffiora come memoria di una spiritualità vissuta, per mezzo dell’ausilio di strumenti prettamente religiosi, che l’artista realizza accrescendone le dimensioni, in tal modo dismettono la loro funzione, per farsi opere d’arte contemporanea. L’artista fa uso di diversi materiali tra cui il polistirolo, legno, stucco, acrilico e la corda. Nel momento inaugurativo, Felle presenta la sua performance, interpretata dall’artista Marialucia Musca, che ricrea, con estrema delicatezza i momenti più intensi della vita di una madre, quelli dell’attesa e della nascita, in cui la donna, non vive più solo per se stessa, ma rivolge le sue cure e il suo amore verso una nuova creatura. L’atto performativo vede, nella seconda parte, due ricerche artistiche fondersi in un’unica opera, Trame di Marialucia Musca e Il Gomitolo di Giovanni Felle. Le opere rappresentano espressioni della cultura popolare, che unite al patrimonio culturale religioso, inevitabilmente rimandano ad una fondamentale istanza antropologica.

Presentazione del libro “Colori Primari” poesie di Teresa Gatto

Galatone (Le) – 25 luglio 2021 – Atrio del Palazzo Marchesale – Estate Galatea 2021 – L’Associazione Culturale “Gabriele Inguscio” ha organizzato la presentazione del libro “Colori Primari” poesie di Teresa Gatto – Note introduttive a cura di Mattia Manco (fisarmonica), Gabriella Prinari (flauto traverso), Valerio Di Natale (chitarra classica) e Gianfranco Narracci (percussioni) – Introduzione a cura di Flavio Filoni (Sindaco di Galatone) – Ha dialogato con l’autrice Enrico Longo (Direttore de “La Postilla”) – Video di Mauro Longo

COLORI PRIMARI di Teresa Gatto

UNA MADRE E UN FIGLIO:

            D’Andrea:

  • Il figlio poeta che trova nella madre la principale ispiratrice nel corso degli anni vissuti insieme e che, dopo la scomparsa, lo induce in una dimensione più profonda e universale;

Cosimo Russo

  • La madre che dopo la prematura improvvisa morte del figlio si fa instancabile ricercatrice delle tante liriche del figlio, presenti nel computer o sparse in fogli di fortuna e le dà alle stampe perchè possano essere conosciute e apprezzate;

                                                           ^^^^^^^^

             Gabriele

  • Qui è la madre che si fa poetessa per rammemorare, rivivere, conservare ogni attimo, ogni esperienza, ogni suggestione dei giorni vissuti con il figlio

                                                       IL LIBRETTO

Una silloge di 36 poesie, suddivise in tre gruppi di pari numero segnati dai tre “colori primari”: il blu, il rosso giallo; una poesia nel colore secondario “arancione”; un’ultima, “Grazie”, a ringraziare i partecipanti ai vari momenti di ricordo e condivisione, che puntualmente ritornano a conforto di una perdita che comunque nessuna cosa riuscirà mai a colmare.

– il blu, che, come spiega la sig.ra Teresa, “si identifica con l’eternità e, a volte, con la divinità stessa”;

– il rosso che “indica il fuoco, l’esaltazione dello spirito e, se è porpora, il sacrificio e la qualificazione guerriera”;

– il giallo, che “viene accomunato all’oro, alle aureole dei santi…..E’ spiritualità e incorruttibilità.”

I colori primari, tanto cari a Gabriele che, tra i tanti interessi, coltivava la passione della pittura;

i colori che, nelle varie connotazioni, si attagliano alla persona di Gabriele, che ne possedeva certamente i caratteri.

Quei colori che danno origine a tutti i colori.

Dal rosso e dal giallo viene fuori l’arancione, colore caldo e prediletto, a cui è dedicata l’ultima lirica della raccolta, che fa parte a sé, unica – solitaria – sintetica, che ha in sé l’insieme dei caratteri di Gabriele, ragazzo allegro – buono – aperto – espansivo – ricco di interessi,; quel colore secondario e sgargiante che riaccende i ricordi e che sembra materializzare la presenza, quel dito michelangiolesco che segna il contatto tra madre e figlio, terra e cielo, tra finito e infinito.

LE MOTIVAZIONI

DICE TERESA GATTO:

voglia di compagnia e di colloquio d’amorosi sensi che la visione laica del vivere rende indispensabile ed in parte terapeutica, ma sottendono anche il timore che la confusione degli anni scolori felici particolari” (Introduzione, pag. 3)

p. 51 “GRIGIO”:

Ora che non ho più né la giovinezza né la bellezza / e un dolore costante mi ottunde la mente / di grigio ho i capelli e lo sguardo / sempre più teso a inseguire ricordi / prima che il tempo li ingrigisca.”

SCONFIGGERE IL TEMPO, nemico dei ricordi, che affievolisce, allontana, copre di nebbie, di grigio…..

TENER VIVO IL RICORDO

Ricordare è mantenere viva la memoria, scongiurare le nebbie dell’oblio, colmare i vuoti, in un certo qual modo restituire la vita….                                           

E allora, sin da subito:

  • Borse di studio  per gli studenti del suo liceo; una estemporanea di pittura, spiccato interesse di Gabriele; l’ Associazione che porta il suo nome; infine, puntualmente ogni anno, a partire dal 2006, il festival del Cortometraggio scolastico, altro suo precipuo interesse.
  • Tener vivo il ricordo tra quanti lo conobbero e amarono, richiamarlo alla vita per i tanti positivi interessi che lo caratterizzavano sin dai suoi primi anni.
  •  

E COME SE TUTTO QUESTO NON BASTASSE,  LA POESIA

  1. Perché la Poesia?
  2. Cos’ha di diverso o di più rispetto alle altre iniziative realizzate in precedenza?
  3. E poi: perché pubblicare la raccolta? Forse il bisogno di aprirsi? Di esternare? Di socializzare? O qualcos’altro, che più avanti mi sembra proprio di scorgere?

LA POESIA E’ RIVIVERE – NON SOLO RICORDARE                                                    

Richiamare i momenti belli e tristi, ricostruire costantemente il quadro della vita di quel ragazzo buono e intelligente, colto e ricco di interessi, di poche parole, di quelle opportune e appropriate, riflessivo, ricco di sentimenti e di voglia di dare.

                                                      ECCO DUNQUE PERCHE’ LA POESIA:

Essa è  il linguaggio dei flash, immediato e profondo, capace di fermare  momenti di vita / suggestioni / ricordi….che si fanno immagini e si traducono nell’immediatezza della parola, del verso…..

E’ più del semplice evento, della serata, della gara…

La Poesia è una creatura e un possesso intimo di chi la crea.

La poesia vera, quella che nasce dalla profondità del sentire, e dalla completa partecipazione, può essere esperienza reale, totale, un momento di vita…

Questa esperienza però può essere rivissuta da altri, nel momento in cui riescano a recuperare il sentire del poeta.

La poesia è immagine e parola, e dunque, strumento per trasferire agli altri i propri sentimenti, di comunicazione e condivisione, di compartecipazione dei tanti che trovano nei versi del poeta i sentimenti propri, simili e vicini nella profondità dei tratti dolorosi.

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Teresa Gatto trova, dunque, nella poesia un prezioso strumento per tradurre le immagini in parole e conservarle, prima che possano andare a scolorirsi e poi a scomparire. Lampi di momenti densi di spensieratezza, di complicità, di speranza. Da tenere sempre chiari nella mente, perché possano essere rivissuti e poi comunicati e condivisi, perché quel giovane così precocemente strappato alla vita possa continuare a vivere nel ricordo.

LA POESIA E’ LA VITTORIA DELLA VITA SULLA MORTE. (Foscolo)

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COSA HO TROVATO NEL LIBRO

  1. Nel libro c’è GABRIELE, unica – grande – profonda ispirazione: il ragazzo allegro – studioso – impegnato – schivo – di poche parole (quelle giuste) – buono – generoso

Gabriele è nel titolo, nei colori, nel ricordo della tragedia, nel dolore inconsolabile, nel generoso dono di se stesso per ridare la vita a quattro ragazzi come lui, nella fatalità dell’evento, nelle accuse a chi avrebbe dovuto fare in fretta e approfondire, nel non poter metabolizzare l’accaduto, nella vita familiare, negli oggetti, nella solidarietà con le altre madri, con quanti sono stati e sono colpiti da lutti e tragedie, con le popolazioni colpite dalla malattia, con il terribile corteo per le strade di Bergamo. In quel disperato grido al nonno di stare accanto ed aver cura del nipote troppo precocemente strappato alla vita e alle più naturali esperienze, nella fede, nella michelangiolesca immagine, più volte evocata del dito volto alla ricerca di un contatto che possa avvicinare terra e cielo, finito e infinito.

  • Nel libro c’è il ritratto di una breve ma felice vita familiare: la sorella , il cane – le amicizie, i viaggi, le speranze, il futuro….
  • C’è, in particolare, il rapporto tra Gabriele e la madre: un rapporto pieno, profondo, fatto di complicità, di abbracci, di giochi, di scherzi, di allegria:

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RIDERE   (p. 18):

Ridevamo per i ghirigori di fumo/ dei miei tetti/ e per i tuoi omini/ stralunati e sbilenchi./

E poi quella volta quando/ di spalle/ studiavi./All’improvviso ti tirai la pallina di gomma/ densa e blu/e giù/una lunga risata

………..

                                                           ESTRO   (p. 50)

Per favore mi dici /dove va infilata questa vite arzigogolata?/Quest’aggeggio a che serve?/ E questo incastro strano si completa con che?/ Sollevi la mano/ me la dai sulla spalla./ Il tuo aiuto è arrivato/ ogni dubbio annullato.

  • C’ un affetto profondo, l’amore che sempre si accompagna al timore, all’ansia che qualcosa possa improvvisanmente accadere…

BLU    (p.17)                                                    TIMORE/SOLLIEVO/RITROVATA SERENITA’

In un blu di cielo e di mare / ti tuffi e sparisci nei flutti/ riemergi lontano e mi chiami./

Paura passata e gioia ritrovata!/ Ti guardo felice e sicura/ Che mai mi avrebbe tradita/ L’acqua della vita.

LO STESSO RICORDO RITORNA in “RIDERE” già cit.  (p. 18):

…..”Altra volta il mare / sornione / ti ha invitato a un tuffo lontano / e poi non voleva farti uscire/ bloccato, indietreggiato da una risacca beffarda”……

                                                                                     ***

 IL FIGLIO E’ DAPPERTUTTO

PASSI NELLE COSE E SEI NELL’ARIA    P. 24       (cfr. anche IN FONDO A UN BICCHIERE p. 42)

Di cosa è fatto questo silenzio/ In cui sei immerso da 13 anni?/ Di solitudine di paura di freddo/ di umidi spifferi / di suoni ovattati / che raccontano/ frettolose inutili corse/ sterili confidenze/ conversazioni di vasi incomunicanti?/

O è fatto di luce/ di comete che si avvicendano/ di batterie che si stemperano/ nelle note di delicati violini?/

Passi nelle cose e sei nell’aria./ Ti cerco ti trovo/ Svanisci e ti cerco di nuovo/ per parlare con te/ e avere compagnia.

                                                        *********

  • Nel libretto c’è la perdita, l’ Assenza, la Solitudine

PRIVAZIONE   (p. 25)

Hai messo in crisi la mia onnipotenza/ e sbriciolato le mie certezze/.

Sei giunta beffardamente improvvisa/ per annullare in un attimo/ sogni sorrisi speranze./

Ciò che di te mi spaventa/ è il silenzioso nulla cui costringi/ anche chi liberamente ti sceglie/ dopo averti ceduto ansia amica e inquietudine crescente7 che opprime chi resta fin dal primo istante./

Mi confondi/ mischi ricordi e dilati tempi/ vacilla la volontà/ nel respingere la cattiveria alibi/ e nel cercare appigli per vivere.

  • C’è la disperata ricerca di senso, del perchè….

I GIOVANI  (p. 41)

I giovani devono divertirsi/ e fare all’amore / e non badare/ ai vecchi acciacchi di genitori/ bisognosi d’aiuto / per le novità di cui non hanno più fiuto/ per i malesseri che li fanno zoppicare/ e le paure che li fanno inginocchiare./I giovani non sono santi in agguato/ né il loro soccorso deve essere scontato./ Sentieri tracciati, passioni seminate / nuove vite sbocciate / abbracci caldi, entusiasmi e premure/ anche se virtuali/ sono emozioni e doni senza pari.

                                               *******

  • C’è la decisa garbata denuncia:

La superficialità, l’ipocrisia, l’incapacità di condividere i sentimenti, di dare conforto e aiuto in particolari momenti.

Si spreca sovente quella grande dote che è la parola: che è pensiero, sentimento, espressione, comunicazione, comunione…

La parola vera, però, quella giusta, onesta, sentita, sincera…

Tutto questo è in gran parte mancato nel triste evento. Sono state tante le mancanze nei confronti di Gabriele.

LA MIA FRETTA  (p. 22)

Ho capito perché ho sempre fretta, figliolo/ perché non l’hanno avuta per te/ ………..(omissis)/   Fretta ragionata di voler capire/ ….. (omissis) Fretta civile di parlare /….(omissis)

Ho fretta, figlio,/  perché mi hanno rubato la fretta di aiutarti…………..

LE NOSTRE PAROLE  (p. 19)

Amo la parola gentile appropriata essenziale/  giovane curiosa provocatoria intellettuale,/ rifuggo quella paurosa ripetuta insistente/ per alto grado di indifferenza/ per il frettoloso correre dell’esistenza /per il voler travisare l’evidenza./

Amo parlarmi in solitaria/  a viva voce,/ scelte fortunate valutazioni errate./

Si respira una grande libertà/ inoppugnabile, incontrovertibile./

Amo parlare per farmi capire/ per far ascoltare quello che ho da dire/

anche a chi non ha voglia di sentire/ e a te che non puoi più partecipare/

al banchetto delle parole./ Tu non amavi molto parlare/ piuttosto osservavi/

e connotavi/ con tocchi precisi/mente intelligente/ espressione sorridente.

  • C’è la VITA, con le gioie, i dolori, il benessere e la malattia, il nascere e il morire, la bontà e l’ipocrisia, la sincerità e le convenzioni, e  quei brevi-improvvisi attimi che segnano i passaggi fatali, decisivi, definitivi
  •  

L’ATTIMO DEL NON RITORNO  (p. 40)

Ciascuno ha il suo/

una fortuna improvvisa/ una vita spezzata/ una scelta inattesa/

una gioia provata/

un incontro fortuito/ un male in agguato/ un oltraggio subito/ un sorriso donato/

uno sguardo accettato/ un impegno eluso/ un calcolo errato / un dito teso/

un arresto cardiaco/ il vagito di un bimbo.

                                                                     *********

  • C’è la condivisione e la solidarietà nel comune destino

                                                                   *********

  1.  C’è la FEDE – IL BISOGNO DI INFINITO
  2. L’EQUILIBRISTA     (p.27)                      

Il virgulto di un ramo forte/ svelto da strappo improvviso/ break di sorrisi e carezze anche dell’anima/ dono di benevola sorte/ per chi nell’armonia dell’universo crede con fede/ è ora mio pensiero alacre,/ di tristezza grondante/ e di stupefacente equilibrio.

  1. Ma rimane la presenza costante di GABRIELE.

ENTRA SENZA BUSSARE  (p. 48)

Puoi entrare senza bussare / non dimenticare / che è casa tua./ Puoi trovarmi discinta nei pensieri / e confusa nei desideri./ Puoi capire che / fredde le mani e freddo il grembo aspetto il tuo braccio sulle spalle. / Ma aspettare e non venire/ è una cosa da morire / e, anche se lascio aperta la porta, / so che tu non entri / senza bussare.

SE LO VEDI SALUTAMELO  (P.53)

Se lo vedi correre nelle sconfinate praterie / dove il silenzio scuote i licheni/ di ogni verde speranza, salutamelo.

Se lo vedi cadere non temere, / rimbalza ccome una palla/ si rialza e corre /e non serba rancore / per chi l’ha fatto cadere. / Tu salutamelo/

Se incontri Happy / triste e solenne, umidi gli occhi / sguardo buono e affettuoso/

amore discreto e premuroso,/è lì vicino/ sta per prenderti per mano,/fra i tanti tanti tantissimi/ ciascuno con i suoi affetti e i suoi pensieri / ciascuno a cercare i suoi cari /per non sentirsi solo./

Tu continua a cercarlo,/ papà, / perché non aveva ancora imparato/ cosa è la solitudine/ e come anche di essa si muore / e, se lo vedi, salutamelo.

                                                 ****

In alcune liriche il dolore per Gabriele finisce per superare i confini e spinge a guardare intorno. Ovunque è traccia di tristezza, di dolore, di tragedie che si consumano nella solitudine e nel silenzio. E nell’indifferenza dei più.

RICHIAMO 5 LIRICHE:

NEVICATA 2017  (p.26)

E’ donna di pena la Pina /e sa che non basta un’illusione per farle coraggio./ Anche a lei e a Giorgio brucia/ una giovane vita spezzata./…….omissis…..

LE MADRI FERITE  (p. 38)

….omissis……Le madri ferite sono sbrindellate/ punite/ per grande amore.

CROCI  (p. 39)

Tua è ogni croce che incontro per strada/ ma sulla strada non c’è la tua croce./Chi è sbadato non riesce a ricordare/ chi passa veloce non si cura/ chi non sa cosa significhi non riflette./ La mia croce è nel cuore…../…omissis….

Vicinanza, comprensione, condivisione. Il panorama si allarga. Alle tante persone, madri-padri-figli vittime della malattia o della cattiveria. Del male che appare sempre più chiaramente ineludibile compagno della nostra vita.

LE VITTIME DEL TERRORISMO  (p. 34)

So cosa è il dolore/ l’ho provato da vicino/ so cosa è l’assenza/ una tragica sofferenza/ una complicità interrotta/ uno sguardo dolce fisso nella mente/ ….omissis…..E’ sentirsi spezzati / alberi monchi / uccelli senza ali/ …omissis…

Se penso agli uomini uccisi/ e agli altri feriti sfigurati/ violati nella loro intimità/ distrutti nella loro bellezza……/ …..omissis……

Come puoi convincermi,/ ora che sei lontano,/che vivere è bello/ e che ogni uomo è mio fratello?

PANDEMIA  (p. 28)

Basta un attimo per andare via / soffocati in un baleno /parenti lasciati soli/ esterrefatti per dubbi e rimorsi /senza neanche una carezza fredda / che fa bene a chi resta e a chi va/ in lunghe file di camion di guerra/…….omissis…..

TERESA GATTO PARE SUL PUNTO DI ENTRARE IN QUESTA DIMENSIONE PIU’ AMPIA – FORSE UNIVERSALE-. IL SUO MONDO POETICO E’ SULLA SOGLIA DI UN PASSAGGIO DECISIVO.

Un percorso incipiente e frenato. Perché? Da cosa?

Ecco, il qualcosa è probabilmente la difficoltà, se non l’impossibilità, di accettare, di metabolizzare l’accaduto.

Resiste il rimpianto, le cose che si sarebbero dovute fare e non sono state fatte, le parole che si sarebbero dovuto dire e che non sono state dette, la lentezza, la superficialità….

Il mondo non è stato generoso, attento, sollecito con Gabriele.

Non ha saputo offrirgli  quanto lui ha invece saputo donare.

Questa sensazione impedisce, forse, la possibilità di “andare oltre”, di seguire le naturali urgenze del mondo poetico.

Teresa rimane ferma e fedele alla vera e fondamentale motivazione che, come detto, è bisogno di recupero, ricordo, contatto con i giorni felici, di quella breve ma intensa stagione.

Di quei giorni che vedevano al centro di tutto soltanto lui, Gabriele.

QUALCHE RIFLESSIONE CONCLUSIVA

Sembrerebbe giunto, a questo punto, il momento di qualche riflessione, di tentare una qualche considerazione che possa dire qualcosa sulla cifra artistico-espressiva della nostra autrice.

Della qualità dell’ispirazione, dei testi, della tecnica. Diciamo della poetica di Teresa Gatto, che con Colori Primari si presenta ufficialmente agli amanti della poesia.

Un’operazione che appare subito inutile – mi sembra di poter dire – e certamente non richiesta dall’interessata.

Valutare la sincerità dell’ispirazione? La profondità del sentire?

Faremmo ricorso alle categorie crociane di “ poesia e non poesia”? O scomoderemmo Gentile, De Sanctis o Paul Valery?

Nessun artificio, nessuna insincerità nella poesia che nasce da un così profondo sentimento.

E fuori luogo appare ogni richiamo a questa o a quest’altra scuola o autore.

Diremo solo che il sentire, vero-sincero-profondo, trova nei versi adeguata finissima traduzione.

Che i versi, ai quali non sono imposte regole di alcun genere (rima, lunghezza dei passi, numero delle strofe…) risultano sempre gradevoli per una musicalità che non è turbata neppure dall’apparizione necessaria di vocaboli che sembrerebbero minacciare il ritmo complessivo del testo, sempre ben costruito e fluido nel procedere.

E, aggiungo, che scorrendo il libretto secondo uno schema particolarmente attento alle tematiche, non appare difficile, secondo me, individuare nell’universo di Teresa Gatto quel percorso, prepotente e frenato, che sembra spingere verso un mondo più ampio e globale, verso un sentire non intimistico o circoscritto, ma come carattere comune e ineludibile del genere umano.

Un mondo dove non si smarrisce la centralità di Gabriele che resta, nell’animo della madre, la ragione stessa della poesia e la causa di questa universalizzazione del sentire che si va tingendo sempre più dei tratti di un implacabile pessimismo.

Enrico Longo

25 luglio 2021

Disabilità e Inclusione – LEZIONE N. 26

CONCORSO ORDINARIO SCUOLA INFANZIA E PRIMARIA (decreto 498/2020)

Lezioni di Enrico Longo [sostegno]

LEZIONE N. 26 – Disabilità e Inclusione

contatti: enrico.longo@libero.it

Per richiedere gratuitamente la lezione in audio: lapostillablog@gmail.com

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Il gioco: l’esperienza del bambino – LEZIONE N 25

CONCORSO ORDINARIO SCUOLA INFANZIA E PRIMARIA (decreto 498/2020)

Lezioni di Enrico Longo

LEZIONE N.25 – Il gioco: l’esperienza del bambino

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APPROFONDIMENTI

Jerome Bruner e il “new look” sull’educazione https://www.youtube.com/watch?v=MFCwVLEqS14&t=1s

Una Scuola PER l’Infanzia https://lapostilla.com/2015/09/23/una-scuola-per-linfanzia/

Jerome Bruner e il credo pedagogico per i tempi nuovi https://lapostilla.com/2015/10/08/jerome-bruner-e-il-credo-pedagogico-per-i-tempi-nuovi/

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